L’accessibilità digitale rappresenta oggi un indicatore fondamentale della maturità organizzativa e tecnologica di un’azienda.
Con l’entrata in vigore delle scadenze operative legate all’European Accessibility Act, l’inclusione digitale è diventata un prerequisito di mercato per operare sia nel settore pubblico (Pubblica Amministrazione)che in quello privato.
L’accessibilità come cultura aziendale e motore di business
L’accessibilità digitale non è un semplice adempimento per sviluppatori web né un limite alla creatività: è una scelta strategica organizzativa. Progettare e comunicare in modo inclusivo significa abbattere le barriere che impediscono a milioni di persone di accedere a servizi, contenuti e informazioni aziendali, ampliando la platea dei clienti e migliorando l’esperienza d’uso complessiva.
AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) definisce l’accessibilità come la capacità di erogare servizi e rendere informazioni fruibili a tutte le persone senza discriminazioni, indipendentemente dall’uso di tecnologie assistive (screen reader, display Braille, sistemi di puntamento vocale o oculare) o da limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive.
Inquadrare l’accessibilità come un valore trasversale e non come un obbligo da assolvere, garantisce benefici concreti:
- Ampliamento del target: oltre il 15% della popolazione mondiale convive con una disabilità permanente, a cui si aggiungono le disabilità temporanee (ad esempio l’impossibilità di usare una tastiera o per un braccio ingessato) o situazionali (la difficoltà di visualizzazione dei contenuti di uno schermo sotto il sole).
- Usabilità e qualità: i contenuti organizzati e strutturati in modo accessibile risultano più chiari, sintetici e fruibili per chiunque.
- Brand Reputation e valutazione ESG (Environmental, Social e Governance): un posizionamento solido in materia di inclusione, impatto etico, responsabilità sociale e sostenibilità di un’azienda, con criteri precisi per la valutazione.
- Efficienza operativa: adottare linee guida standardizzate in fase di progettazione per tutti i contenuti digitali riduce i costi di lavorazione, inverventi correttivi e manutenzione nel tempo.
Il quadro normativo: cos’è cambiato con l’European Accessibility Act (EAA)
Il panorama normativo relativo all’accessibilità, con l’introduzione della normativa europea European Accessibility Act ha superato le disposizioni riservate alla Pubblica Amministrazione e ha esteso formalmente gli obblighi al settore privato.
In Italia il quadro normativo si articola su due pilastri fondamentali:
- Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (Legge Stanca): la normativa italiana di riferimento che ha introdotto il concetto di accessibilità e di tutela dei diritti di accesso informatico.
- European Accessibility Act (EAA) – Direttiva UE 2019/882 (D.Lgs. 82/2022): è la normativa che ha uniformato gli obblighi per il mercato europeo. L’EAA stabilisce requisiti vincolanti di accessibilità per un’ampia gamma di prodotti e servizi privati immessi sul mercato dell’Unione Europea.
Cosa comporta l’EAA per il settore privato?
A partire dall’entrata in vigore dell’EAA nel giugno 2025, i requisiti di accessibilità sono diventati obbligatori per la maggior parte delle aziende che forniscono:
- Servizi di e-commerce e piattaforme di vendita online.
- Servizi bancari, finanziari e assicurativi per i consumatori.
- Servizi di trasporto e bigliettazione digitale.
- Software operativi, hardware e terminali self-service (ATM, casse automatiche, totem).
In Italia è AGID che opera come organo di vigilanza e monitoraggio, con il potere di effettuare verifiche e applicare sanzioni in caso di mancata o parziale conformità.
La normativa in vigore prevede la possibilità di invocare la deroga dell’onere sproporzionato qualora l’adeguamento comporti un carico finanziario o organizzativo irragionevole per l’azienda. Tale condizione deve essere documentata, motivata con dati oggettivi e sottoposta alle autorità di controllo.
Le attività operative per comunicazione accessibile su tutti i canali
Avere un sito web conforme è un’ottima presentazione sul mercato, ma non basta se le altre tipologie di comunicazione inviate a clienti, partner e dipendenti creano barriere informative. L’accessibilità deve guidare ogni touchpoint digitale dell’azienda.
Documenti digitali e report in formati PDF, Word e altri programmi di video scrittura
I documenti digitali, specialmente quelli disponibili per il download online, richiedono piena accessibilità per poter essere consultati da persone diversamente abili.
I requisiti comuni per la creazione di documenti accessibili sono:
- Creazione di una struttura con stili gerarchici: utilizzare i titoli nativi (Heading 1, Heading 2, Heading 3) anziché ingrandire o formattare manualmente il testo in grassetto. Gli screen reader usano i titoli per guidare l’utente nella lettura del documento.
- Utilizzo del testo alternativo (Alt Text) per le immagini: ogni immagine o grafico informativo deve contenere una descrizione testuale sintetica dell’immagine stessa o delle informazioni contenute. Le immagini puramente decorative vanno contrassegnate come tali o nascoste agli strumenti assistitivi.
- Salvataggio di PDF accessibili: i documenti salvati o esportati in formato PDF devono essere leggibili dagli strumenti assistivi. Documenti scansionati o salvati come immagini scansionate non consentono l’accesso al testo contenuto all’interno. I PDF inviati via email o pubblicati online, devono essere “taggati” ed esportati mantenendo la struttura logica e gli stili gerarchici del documento sorgente.
- Formattazione delle tabelle: la gestione delle tabelle deve essere particolarmente accurata. In particolare vanno definire sempre le intestazioni di riga e colonna. Un altro aspetto che spesso invalida l’accessibilità delle tabelle è la creazione di celle unite, perché gli strumenti assistivi interpretano in modo non corretto i contenuti al loro interno.
Email per attività di marketing e corrispondenza
- Utilizzo del contrasto di colori: per offrire una lettura corretta del contenuto il rapporto di contrasto visivo tra testo e sfondo deve essere elevato (minimo 4.5:1 per paragrafi standard).
- Inserimento di Anchor Text descrittivi: personalizzare il testo descrittivo dei link, evitando link generici come “clicca qui” o “scopri di più”. Utilizzare testi ancorati trasparenti sul link con un testo esplicativo dell’azione da compiere come “Scarica il report annuale 2026 in PDF”.
- Utilizzare alternative al formato esclusivamente grafico: uno degli errori più comuni nelle campagne di mail marketing è l’invio di email composte da un’unica grande immagine promozionale. Il messaggio principale deve essere fruibile in formato testo e eventuali immagini devono servire esclusivamente a rafforzare il messaggio o guidare il lettore nei contenuti della mail.
Presentazioni aziendali in formati PowerPoint e Google Slides
- Utilizzo di layout predefiniti: utilizzare i template di slide standard, forniti dal produttore del software, aiuta a garantire che l’ordine di lettura degli elementi visivi sia corretto per gli screen reader. Microsoft PowerPoint offre template accessibili studiati appositamente per l’utilizzo con tecnologie assistive.
- Verifica dell’ordine di lettura: organizzare l’ordine di lettura degli elementi nelle slide affinché la sintesi vocale legga i testi nella sequenza logica corretta. Se l’ordine di lettura e l’aspetto grafico non coincidono, la lettura dei contenuti con uno screen reader può risultare non ordinata.
- Evitare di affidarsi esclusivamente al colore: se una slide presenta dati o grafici, non utilizzare solo il colore per evidenziare differenze (per esempio valori numerici positivi e negativi in colori diversi), perché persone con problemi di daltonismo non vedono i colori correttamente. È preferibile affiancare a contenuti e dati numerici icone simboliche o etichette testuali.
Contenuti multimediali audi e video, social media
- Inserimento dei sottotitoli nei video: tutti i video pubblicati su social, siti web o comunicati interni devono includere sottotitoli sincronizzati con l’audio per persone non udenti o per chi fruisce dei contenuti senza audio (per esempio in pubblico e senza auricolari). Se possibile preferire sempre la creazione “manuale” dei sottotitoli al posto di quelli automatici per una migliore precisione nella sincronizzazione parlato-sottotitolato.
- Utilizzo di audio-descrizione o trascrizioni: per i contenuti video lunghi e complessi, fornire una trascrizione testuale completa o una traccia audio aggiuntiva che descriva quanto avviene a schermo e dia la possibilità di “navigare” all’interno del video verso i punti di maggiore interesse.
- Ottimizzazione dei post social: inserire sempre il testo alternativo nelle immagini caricate sui canali social ed evitare un uso eccessivo di emoji contigue o font speciali (che non rispettano la formattazione standard) nel testo del post.
Siti web, Web App ed E-commerce
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Inserimento dei comandi per la navigabilità da tastiera: in fase di sviluppo garantire che ogni elemento interattivo (pulsanti, link testuali, contenuti multimediali, menu, form) sia raggiungibile e utilizzabile tramite il tasto
TABdella tastiera senza che si attivi il blocco del focus (situazione nella quale il puntatore è sull’elemento da selezionare). - Utilizzo dei componenti riutilizzabili: in progetti complessi o con aggiornamento continuativo, sfruttare le linee guida del Design System e le librerie di componenti accessibili per ridurre i tempi di sviluppo e garantire la conformità “by design”.
Governance e processo operativo integrato
Rendere accessibile l’intera comunicazione aziendale, specie per realtà molto grandi e con la comunicazione già avviata, richiede un approccio di processo strutturato.
Prima di avviare qualsiasi attività è necessario attivare linee guida precise, coinvolgere e formare il personale e i fornitori, prevedere un sistema di validazione e dichiarare i risultati conseguiti tramite la Dichiarazione di Accessibilità.
Definizione delle linee guida interne
Creare un manuale di Brand che definisca la Brand Identity, oppure aggiornare quello già esistente con una sezione dedicata all’accessibilità, per poi condividerlo con i team Marketing, HR, IT e Comunicazione.
Formazione del personale
Istruire chi si occupa della produzione di contenuti (copywriter, designer, creatori di documenti, HR) sulle regole base della comunicazione inclusiva. Prevedere formazione interna in base al tipo di ruolo aziendale.
Gestione dei fornitori
Inserire i requisiti di accessibilità e di conformità alle norme europee nei contratti con agenzie di comunicazione, sviluppatori, editori e fornitori esterni. Prevedere sanzioni e rimborsi nel caso i fornitori forniscano prodotti inaccessibili o accessibili solo parzalmente.
Validazione e testing
Combinare strumenti di audit automatico a verifiche manuali periodiche e test condotti da utenti con disabilità o esperti di usabilità per un controllo costante delle pratiche seguite e dei prodotti realizzati. Introdurre sistemi di analisi e miglioramento continuo di prodotti e servizi, per esempio utilizzando il ciclo PDCA (Plan–Do–Check–Act).
Dichiarazione e feedback
Creare e mantenere aggiornati i canali ufficiali di feedback dove gli utenti possano segnalare eventuali barriere incontrate o richiedere informazioni in formati alternativi.
Pubblicare e aggiornare periodicamente la Dichiarazione di Accessibilità, documento digitale obbligatorio per aziende e pubbliche amministrazioni, attraverso il quale rendere pubblico lo stato di conformità dei propri strumenti web rispetto ai requisiti di accessibilità previsti dalla normativa EAA.
Audit rapido per la comunicazione aziendale
Per verificare il livello di accessibilità della comunicazione, puoi effettuare un primo controllo rapido utilizzando i punti della check-list qui sotto:
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Test di navigazione da tastiera (per siti e app): verifica che navigando con il tasto
TABdella tastiera, il cursore visibile sullo schermo si sposti in modo chiaro su tutti gli elementi cliccabili. - Test del contrasto (per documenti, post social e siti web): verifica che il testo dei tuoi contenuti sia ben leggibile anche su schermi con scarsa luminosità, in ambienti con luci variabili o sotto la luce solare.
- Test delle immagini (per siti web, report, PDF, email): verifica che le immagini informative contenute nel sito web, ni documenti e nelle e-mail siano dotate di testo alternativo.
- Test dell’accessibilità video (per social, siti web e multimedia): verifica che i video aziendali pubblicati siano forniti di sottotitoli completi e sincronizzati con il parlato dei video.
- Test dei link “parlanti” (per siti web e email): verifica che i link presenti nei testi chiariscano dove conducono o quale azione compiono senza dover leggere il contesto attorno.
Conclusioni
Integrare l’accessibilità nell’intera filiera della comunicazione permette di costruire un brand solido, aperto e performante per tutti gli utenti, oltre che di proteggere l’azienda da rischi sanzionatori.
Affiancare un consulente esperto di accessibilità alle risorse della tua azienda è il primo passo per analizzare la situazione, valutare gli interventi da fare e costruire un progetto di adeguamento alle normative vigenti.
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Foto di Gerd Altmann da Pixabay